Stefano di Tommaso: come eventi internazionali e finanza sono collegati

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La crescita globale è in ripresa da un po’ di tempo dopo un certo numero di anni molto deboli. Il tasso di crescita del PIL mondiale è del 3,5% secondo le ultime previsioni del FMI (Fondo Monetario Internazionale), inferiore alla media del 4,5% che ha preceduto il decennio prima della grande recessione, ma è migliore rispetto alla media degli ultimi cinque anni.

I recuperi degli Stati Uniti e del Regno Unito sono interessanti, ma più deboli rispetto ad un normale periodo post-crisi. Nella zona euro, si parla ancora di politica espansiva (il QE della BCE) e ci si possono attendere ulteriori misure per sostenere la crescita. Negli Stati Uniti e in Europa allo stesso modo, i livelli di investimenti sono bassi, la crescita della produttività è molto debole e il settore delle esportazioni fornisce solo un piccolo contributo alla ripresa. Allo stesso tempo, la crescita sta rallentando in Asia e il commercio mondiale è destinato a crescere a un ritmo più lento rispetto al PIL.

Tutta questa difficoltà è causata, tra le altre cose, anche da tutta una serie di eventi internazionali che hanno influenzato in passato, e fanno ancora oggi, il mondo dell’economia e della finanza. A chiarire come stanno le cose è Stefano Di Tommaso, analista finanziario e partner de “La Compagnia Finanziaria”, società specializzata nella concessione di prestiti ad aziende, oltre che in operazioni di debito e finanza strutturata, operazioni sul capitale e piani industriali.

Di Tommaso si conferma, da decenni ormai, essere uno dei principali esperti in materia di finanza e denaro in generale del nostro paese, ospitato anche da trasmissioni prestigiose come Radio 24, le sue parole sono da tenere in forte considerazione da parte di tutti coloro che hanno interesse nel settore.

Il 2016 potrebbe diventare un anno segnato dal populismo politico. La debole attività economica e la bassa crescita della produttività significa che i salari e i consumi reali probabilmente continueranno a essere deludenti. Donald Trump, Alexis Tsipras, Nigel Farage e Marine Le Pen sono solo alcuni dei politici che stanno cavalcando l’onda di questo malcontento economico.

La sicurezza del lavoro è minata dalla competizione globale, dalla digitalizzazione e dalla robotizzazione. La maggiore insicurezza nei mercati del lavoro ed il potere negoziale più debole dei sindacati stanno impostando dei limiti più ristretti ai salari reali.

L’insicurezza globale. Le elezioni presidenziali saranno un grande evento internazionale del 2016. Dal punto di vista globale, la questione chiave è se il prossimo presidente sarà in grado di riportare gli Stati Uniti come forza economica globale dopo la letargia apparente dell’amministrazione Obama. L’Europa deve rafforzare la sua capacità di affrontare i problemi di sicurezza emergenti, anche in considerazione del fatto che quando c’è insicurezza in un paese anche i mercati finanziari ne risentono.

Ad aumentare l’insicurezza a livello globale contribuiscono anche gli elevati flussi di migrazione, che porteranno ad crescita del PIL leggermente più elevata in paesi come Germania e Svezia, a causa di un temporaneo aumento della spesa pubblica. Le conseguenze di una popolazione in crescita è positivo nel lungo termine dato che riduce la pressione demografica di una popolazione che invecchia. Nel breve termine, tuttavia, il compito di integrare un numero così elevato di persone sarà una sfida che non sarà semplice vincere.

Il referendum sulla Brexit. Un fattore chiave per plasmare il futuro dell’Europa (anche economico) nei decenni a venire è il referendum sull’adesione all’UE del Regno Unito. I referendum sono sempre visti con incertezza e decisioni improvvise possono essere catastrofiche per i mercati finanziari e l’economia in generale. Ne sanno qualche cosa il Regno Unito e la sterlina: la seconda ha avuto un crollo notevole di valore nel post-Brexit, il primo potrebbe avviarsi verso un isolazionismo devastante.

La Brexit è un chiaro esempio di come un evento internazionale di grande rilevanza potrebbe avere (e sta avendo, in realtà) della conseguenze non da poco a livello economico. C’è addirittura chi pensa che possa essere il “la” per una nuova crisi globale in stile “fallimento Lehman Brothers”.

La crescita è debole. La crescita globale sarà debole anche nel prossimo anno. Come lo stesso Di Tommaso ha affermato a Radio 24, qualche tempo fa, gli utili sono in calo in via generale e le aziende dovranno prenderne atto (e farne i conti). La ripresa lenta negli Stati Uniti, in Europa, e il rallentamento di mercati a forte espansione come la Cina saranno il futuro del sistema finanziario globale.

Il 2016 e il 2017 potrebbero essere gli anni in cui le implicazioni della trasformazione digitale diventeranno un tema dominante, anche nel mondo della finanza. I prossimi anni rischiano di essere complessi e, anche se la crescita è in aumento, un freno dalla ripresa arriva sia dagli Stati Uniti che dalle altre economie avanzate, anche se tutta una serie di eventi internazionali come il populismo, i rischi geopolitici e le turbolenze dei mercati potrebbero gettare delle ombre sopra l’ottimismo.