Pirelli e la Cina: un’unione con pro e contro

E’ stata una delle storie più particolari dell’ultimo anno per quanto riguarda il business “made in Italy”, che ha coinvolto a più riprese i nostri connazionali e, in generale, l’industria italica. Ci riferiamo alla storia d’amore Pirelli – Cina, iniziata lo scorso anno e che sembra andare davvero a gonfie vele. Speriamo non ci sia nessuna crisi del settimo anno.

Gli attori protagonisti sono principalmente due: Marco Tronchetti Provera e Ren Jianxin, rispettivamente CEO di Pirelli e fondatore / presidente di ChemChina, l’azienda che a marzo dello scorso anno ha acquisto il 65% della Marco Polo Industrial Holding S.p.A., azionista unico dell’azienda degli pneumatici italiana diventando, di fatto, la nuova proprietaria Pirelli.

Tanto si è detto e scritto su questo accordo e, ovviamente, si sono scritti diversi pro e contro, ma quali sono di preciso?

Pro, ChemChina mette al riparo Pirelli dall’essere comprata da competitors più grandi. E’ indubbio dire che da quando l’azienda di Milano ha provato a comprare Continental all’inizio degli anni ’90 (senza successo), la crescita di Pirelli al confronto di quella dell’azienda tedesca è stata molto inferiore. Questo ha aperto a dei rischi concreti di essere comprata da un altro competitor, la grandezza economica di ChemChina è tale da potersi permettere di non vendere Pirelli.

Pro, il comparto direttivo rimane in Italia. Era uno dei dubbi più grandi relativamente alla cessione di Pirelli ai cinesi: che fine avrebbero fatto i lavoratori dell’impresa di Milano? L’a.d. di Pirelli Marco Tronchetti Provera ha detto che non ci sarebbe stato problema e che il comparto della progettazione delle gomme sarebbe rimasto in Lombardia. Per proteggere i suoi lavoratori, il contratto di vendita Pirelli – ChemChina ha praticamente blindato l’impresa cinese dal poter prendere decisioni da questo punto di vista.

Contro, l’Italia perde un’altra eccellenza. Con l’addio di Pirelli all’Italia e la sua uscita, di fatto, dal comparto industriale del nostro paese, rende il nostro paese più povero. Pirelli era stata, fino a prima della vendita a ChemChina, una delle più brillanti aziende del nostro paese sia in termini di crescita di fatturato che di importanza (basti pensare che l’impresa di Milano è fornitore unico degli pneumatici di Formula 1 e sponsor principale dell’Inter, una delle squadre più forti della serie A).

Approfondimenti. Se volete saperne di più su tutto quello che è successo tra Pirelli e ChemChina, potete leggere anche dell’ingresso dei cinesi nel Cda dell’azienda di Milano e della nomina di Marco Tronchetti Provera come a.d. , oltre che tutte le ultime news su Tronchetti Provera, così da capire esattamente che cosa accade di settimana in settimana in casa Pirelli.