Educazione e istruzione: un’arma contro la violenza e le guerre

Cultura e istruzione sono una potente arma contro le guerre e contro la violenza. Non è solo una frase fatta, è un fenomeno che si può facilmente verificare in tutti quei paesi la cui storia è stata segnata da gravi scontri armati e dove il tasso di alfabetizzazione era minimo. Con l’introduzione delle scuole e dunque dell’istruzione,violenza e belligeranza sono diminuiti drasticamente. Questo lo si deve sia al fatto che i bambini, in molti paesi, sono la forza combattente più utilizzata. Insegnare loro i principi della non violenza già dalla prima infanzia è una mossa vincente per un futuro all’insegna della pace.

Con la frequenza delle scuole i bambini vengono sottratti alle strade, alla violenza, ai campi di battaglia. L’istruzione da la possibilità agli individui di poter analizzare in modo critico e consapevole la realtà che li circonda. Da loro gli strumenti per poter discutere e dialogare in modo fruttuoso. La scuola da la capacità di dialogare. Il dialogo è alla base di tutto, dove non c’è dialogo non c’è crescita e sviluppo. Dove non c’è dialogo ci sono lotte e guerre per la conquista del prossimo, per la sua sottomissione, per la distruzione di chi la pensa diversamente.

Volutamente il popolo, in certi regimi totalitari, è lasciato nell’ignoranza. Chi sa agisce. Si libera dal giogo. La scuola, l’istruzione e l’educazione hanno un ruolo chiave per la salvaguardia della pace mondiale. È proprio sui banchi che si impara a socializzare, a rispettare gli altri, le minoranze, le diversità. La scuola dovrebbe insegnare diritti e doveri dell’individuo, rafforzandone l’identità, ma all’insegna della tolleranza. L’istruzione contribuisce a far sviluppare le qualità di ciascuno, seguendone le inclinazioni e affinandone le competenze.

Educare vuol dire, anche sui banchi di scuola o nei corsi online, per chi non può frequentare le aule (su internet ci sono ormai decine di portali dedicati all’argomento, da Khan AcademyAbacusOnline), istruire gli individui verso l’inammissibilità delle guerre, qualsiasi sia la loro motivazione che comunque è sempre negativa. Vuol dire anche instillare nel bambino o nel ragazzo un forte senso di responsabilità verso il mantenimento di uno status di pace. Educare alla non violenza, condividendo passioni e talenti, queste sono le armi vincenti dell’istruzione.

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