Dove producono le aziende italiane?

In un mondo in cui le distanze si sono drasticamente accorciate, non è impossibile imbattersi in aziende che contemplino sedi produttive ubicate a grandi distanze dal Paese di fondazione.

Le ragioni di questa delocalizzazione sono presto dette: in molti Paesi del terzo mondo o in via di sviluppo la manodopera costa meno, e il totale delle spese di produzione risulta di gran lunga inferiore ad ogni costo di importazione o a quello della produzione locale.

Molte sono le aziende italiane che da anni seguono questo trend, poiché hanno trovato nel “Made oustide Italy” una forma di convenienza tale da non poter essere ignorata.

Fra le big, citiamo sicuramente la F.I.A.T., che nel momento in cui si è fusa con l’americana Chrysler dando così vita alla FCA ha spostato la sua sede legale in Olanda, mentre fin dalla fine degli anni ’60 produce in Turchia, Brasile, Polonia, Argentina, India, Messico, Serbia e Cina (qui la lista completa). Non mancano comunque gli stabilimenti italiani, che costituiscono la maggioranza del totale e sono diffusi in tutta la Penisola.

Sulla stessa falsariga si muove Pirelli, che dopo aver aperto la prima fabbrica a Milano nel 1872 fu una delle prime realtà italiane a delocalizzarsi all’estero, aprendo una sede in Spagna nel 1902. Oggi conta 20 siti produttivi sparsi su quattro continenti e in 14 Paesi diversi. Come FCA, anche Pirelli ha deciso di mantenere saldi i rapporti che da sempre la legano all’Italia, ed è proprio in Italia, a Settimo Torinese (TO), che ha riqualificato un sito operativo già da 60 anni e che ora è il più innovativo al mondo nel settore che gli compete. E’ proprio forte di questa presenza internazionale che Pirelli sta pensando di tornare in borsa. Grazie ad una strategia di marketing pensata per la IPO 2017, l’azienda di proprietà cinese sta trovando notevole riscontro per questa nuova operazione.

Non si possono poi non citare Enel, che importa energia dal Sud America, e Eni, che dispone di importanti giacimenti in nord Africa, per non parlare di banche come Intesa San Paolo (presente nell’Europa dell’est) e compagnie assicurative quali Generali (Europa centrale)

Fra le poche voci fuori dal coro, va citata la casa produttrice di tonno AsdoMAR, che nel 2008 ha optato per un rientro sul suolo nazionale concentrando la maggior parte della produzione nei nuovi stabilimenti di Olbia.