Palestina – Israele, storia di un conflitto

palestinaNel 19 ° secolo la terra di Palestina era abitata da una popolazione multiculturale, formata dal 86 per cento da musulmani, dal 10 per cento da cristiani e per il 4 per cento da popolazione ebraica, che vivevano in pace. Alla fine di questo secolo i sionisti decisero di colonizzare questa terra con l’obiettivo di creare una patria ebraica prima di stabilirsi in Palestina. Mano a mano che i sionisti sono entrati in Palestina la popolazione locale è diventata sempre più allarmata ed alla fine siamo arrivati alla guerra, inaspritasi dopo l’ascesa di Hitler al potere.

Le Nazioni Unite decisero di intervenire per la prima volta nel 1947, non usando il principio di “autodeterminazione dei popoli”, ovvero quello in base al quale le persone di un posto creano in maniera autonoma il proprio stato e il proprio sistema di governo, ma assegnando a monte parti della Palestina: il 55% andò allo stato ebraico anche se gli ebrei erano solo il 30% della popolazione totale.

Oggi il problema principale al centro di questo conflitto che non sembra conoscere fine è legato all’effetto destabilizzante che si ha quando si cerca di mantenere una certa preferenza etnica in uno stato, in maniera particolare se tale etnia è di origine straniera. Originariamente la popolazione di Israele era per il 96 per cento musulmana o cristiana e ad essi è oggi vietato tornare alle loro case e agli israeliani che non lasciano vita facile ai palestinesi, anzi.

Nel 1993 il Trattato di Oslo indicò come questo stato diviso sarebbe dovuto essere un solo stato palestinese. Nonostante queste indicazioni, Israele continua a confiscare terre, i palestinesi si ribellano e la guerra sembra ancora lontana dalla fine.

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